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Tessalonica
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mwbqTessalonica (/tessaˈlɔnika/ o /tessaloˈnika/;cite-ref-1[1] mwdain greco Θεσσαλονίκη?, Thessalonikī; mwdqin latino mwdgThessalonīca) fu fondata all'incirca nel mwdw315 a.C. da mweaCassandro, Re dei mweqMacedoni. Nel mweg146 a.C. fu conquistata dai mwewRomani e fece parte della mwfaprovincia romana di Macedonia.
Contents
• Note
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La città ellenistica (315-146 a.C.)
Fondazione
La città venne fondata attorno al mwja316/mwjq315 a.C. da mwjgCassandro I, mwjwre dei Macedoni, nelle vicinanze o sul luogo dove sorgeva l'antica città di mwkaThermacite-ref-2[2] e diversi altri villaggi. Cassandro le diede il nome di sua moglie mwlqTessalonica, che era anche sorellastra di mwlgAlessandro Magno. Ella venne così chiamata dal padre, mwlwFilippo II di Macedonia, per commemorare la sua nascita nel giorno in cui egli ottenne una vittoria (mwmanike) sui mwmqTessali (mwmgΘεσσαλία = Tessaglia; mwmwθεσσαλών = "dei Tessali" + mwnaνίκη = "Vittoria").
Sembra poi che la fondazione della città sia avvenuta per mwngsinecismo attraverso l'unione graduale di ben 26 villaggi di differente mwnwstatus: si trattava delle città greche di mwoaEnea, mwoqDikaia, quelle dell'entroterra del mwoggolfo Termaico, mwowKalindoia ad est, oltre a mwpaRhamioi, mwpqParaipioi, mwpgEugeis Kisseitai, mwpwOsbaioi, mwqaPrasilioi, forse mwqqArdrolioi, mwqgTherma, mwqwOle, mwraAltos Perdylos, mwrqGareskos, mwrgNibas, quelle occidentali del golfo come mwrwSindos Chalastra. Questi villaggi diventavano così delle mwsamwsqkomai della grande metropoli che si era andata formando.cite-ref-3[3]
La mwtwMigdonia, di cui mwuaTessalonica faceva parte, fu conquistata in precedenza da mwuqFilippo II di Macedonia, padre di mwugAlessandro Magno, ed era separata amministrativamente dal territorio originale del mwuwRegno di Macedonia. Il sovrano ed i suoi successori potrebbero aver installato tutta una serie di guarnigioni a guardia dei nuovi territori occupati, sebbene mwvaCassandrea risulti fin dall'inizio una città macedone, per le sue istituzioni e la sua gente. Questo dato è forse possibile riconoscerlo nella fondazione successiva della città di mwvqTessalonica che portava il nome della figlia di Filippo.cite-ref-4[4]
Il regno di Macedonia in guerra con Roma (215-168 a.C.)
Al termine della mwxgguerra condotta da Roma contro mwxwAntioco III, fu inviato in mwyaMacedonia, il mwyqconsolare mwygQuinto Cecilio Metello, il quale si recò anche nella città di mwywTessalonica nel mwza189 a.C. L'anno successivo, dopo che Cecilio e gli altri ambasciatori romani avevano lasciato la mwzqGrecia e avevano riferito al mwzgSenato cosa avevano concluso in Macedonia e nel mwzwPeloponneso, ambasciatori macedoni raggiunsero Roma per riferire degli accordi presi. Si trattava dei rappresentanti di mwaaFilippo V di Macedonia ed mwaqEumene II di mwagPergamo, oltre agli esuli di mwawAenus e mwbaMaronia. Il Senato, dopo aver ascoltato gli inviati dei due re, decise di inviare nuovi ambasciatori a Filippo per verificare se lo stesso aveva mantenuto i patti, che prevedevano l'evacuazione delle città della mwbqTessaglia e della mwbgPerrebia. Ciò significava ritirare anche tutte le guarnigioni macedoni da mwbwAenus e mwcaMaronea, oltre che da tutti i presidi lungo la costa del mwcqmare di Tracia.cite-ref-5[5]
Il 22 giugno del mwdw168 a.C. il mweaconsole romano mweqLucio Emilio Paolo Macedonico sconfisse le armate macedoni di mwegPerseo di Macedonia a mwewmwfaPydna al termine della mwfqterza guerra macedonica. Perseo fu così costretto a ritirarsi verso est, ordinando l'incendio della flotta macedone per evitare che fosse catturata da parte dei Romani. Questa flotta si trovava nel porto di mwfgTessalonica, dove era presente anche un mwfwarsenalecite-ref-6[6] ed una guarnigione di mwha2 000 armati di fanteria leggera.cite-ref-7[7] Due giorni dopo, le truppe romane entrarono a mwiqTessalonica e saccheggiarono la città per diversi giorni.cite-ref-8[8] Perseo frattanto si era rifugiato a mwjgSamotracia.
Il destino del mwkaregno di Macedonia fu deciso l'anno seguente, quando Emilio Paolo procedette all'abolizione della monarchia, per evitare che potesse costituire di nuovo una minaccia per mwkqRoma. Il territorio macedone fu diviso in quattro contee autonome (mwkgmerids), abolendo così il potere centrale.cite-ref-9[9] In questo nuovo sistema politico, mwlwTessalonica manteneva il suo precedente ruolo di capitale del secondo distretto,cite-ref-10[10] che aveva ora una sua autonomia, seppure mwnasotto la tutela romana. Qui fu inoltre aperta una mwnqzecca, come dimostra l'iscrizione mwngΔΕΥΤΕΡΑΣ ΜΑΚΕΔΟΝΩΝ ("mwnwsecondo [distretto] dei macedoni") a dimostrazione che questa divisione in quattro distretti durò per circa due decenni, dopo di che, in seguito alla mwoaribellione di Andrisco, nel mwoq146 a.C., mwogTessalonica entrò a far parte del mwowmondo romano, come importante centro commerciale lungo la mwpaVia Ignazia, mwpqstrada romana di nuova costruzione che collegava mwpgBisanzio con mwpwmwqaDyrrachium (l'odierna mwqqDurazzo, in mwqgAlbania).
Archeologia della città ellenistica
Indipendentemente dalla questione del sito che la precedette, la posizione di mwtaTessalonica si rivelò subito particolarmente favorevole anche da un punto di vista strategico: nei pressi del mwtqgolfo Termaico e ai piedi delle Chortiatis (l'antico massiccio del mwtgKissos). Il sito combinava i vantaggi di una posizione difensiva naturale, lungo un'importante rete di strade sia da ovest verso est, sia la retrostante pianura costiera lungo la valle dell'mwtwAxios, che costituiva così l'asse principale di penetrazione della parte nord-sud verso i mwuaBalcani. Tutto ciò portò mwuqTessalonica a diventare rapidamente un importante centro commerciale, con una posizione migliore rispetto alla capitale macedone mwugPella. Ciò contribuì certamente a trasformarla nella città più popolosa dell'mwuwantica Macedonia, secondo quanto ci racconta mwvaStrabone, mwvqTito Livio ("mwvgcittà molto popolosa (urbs celeberrima)") e mwvwAntipatro di Sidone ("mwwamadre di tutta la Macedonia").cite-ref-11[11]
Poco rimane dei monumenti della città ellenistica: gli scavi in piazza Diikitiriou hanno portato alla luce un grande edificio del mwxgIII secolo a.C. che sembrano suggerire si trattasse di un edificio pubblico, forse una residenza reale macedone. Sembra infatti che la corte macedone frequentasse spesso la città. All'altro capo della città moderna (in zona sud-est, presso via S. Gregorio Palamas, vicino a Piazza Navarino), è stata scoperta una grande mwxwstoà ellenistica, collegata con il porto, mentre l'mwyaagorà doveva essere al centro della città. Più in generale, gli scavi del mwyqpalazzo imperiale di mwygGalerio hanno rivelato una occupazione precedente in età ellenistica, mentre un distretto artigianale era forse collegato al primo porto della città.cite-ref-adam-v-l-ni237-251-12-0[12]
Tra i monumenti di chiara derivazione ellenistica sono certamente tutti i templi di cultura egizia: essi riflettono l'influenza Orientale che interessò la religione macedone, quale scambio dell'ellenizzazione dell'Oriente. Il culto di mw0aOsiride e delle principali divinità egizie di mw0qSerapide, mw0gIside e mw0wAnubi, furono introdotte probabilmente a mw1aTessalonica attraverso i commerci con l'Oriente, provenienti dal porto macedone di mw1qAlessandria d'Egitto a partire dalla fine del mw1gIV secolo a.C., come testimonia l'iscrizione di Sarapeion.cite-ref-adam-v-l-ni237-251-12-1[12]
Sono state, infine, localizzate alcune mw3anecropoli ellenistiche e parzialmente esplorate ad est e ovest della città, lungo le principali strade che conducevano fuori dall'abitato. In queste aree sono state localizzate alcune tombe monumentali macedoni soprattutto nel distretto di mw3qNeapolis, nella zona periferica dell'attuale mw3gSalonicco, in località mw3wCharilaou Phinikia. La più grande area sepolcrale di quel periodo, utilizzata anche durante tutta la storia successiva della città, si trovava lungo le mura orientali, nei pressi dell'attuale Fiera Internazionale. Tutte queste necropoli hanno, pertanto, fornito un ricchissimo materiale di epigrafia funeraria macedone.cite-ref-adam-v-l-ni132-13-0[13] Altri monumenti della città ellenistica sono noti solo attraverso le fonti letterarie, senza però che l'archeologia moderna abbia finora contribuito a individuarne o confermarne l'esistenza: mw5aTito Livio, ad esempio riferisce dei cantieri navali dell'ultimo re macedone, mw5qPerseo, a mw5gTessalonica, prima di cadere nelle mani dei romani;cite-ref-14[14] oppure mw6wDiodoro Siculo allude ad un grande cortile con i portici nel suo racconto della rivolta di mw7aAndrisco.cite-ref-15[15]
Tessalonica romana (146 a.C.-395 d.C.)
Periodo repubblicano (146-31 a.C.)
La città, che era divenuta capitale di uno dei quattro distretti di Macedonia dal mwato168/mwats167 a.C., a partire dal mwatw146 a.C., al termine della mwat0quarta ed ultima fase della guerra con la Macedonia, divenne mwat4provincia romana, affidata ad un mwat8pretore. Nella nuova mwauaprovincia romana, mwaueTessalonica fu soggetta a tributo (mwauicivitas Tributaria), divenendo molto probabilmente la sede delle autorità romane provinciali. Il cambiamento di mwaumstatus politico fu simboleggiata con l'adozione di un nuovo sistema di datazione, secondo il quale si ripartiva dall'inizio dell'epoca mwauqprovinciale della Macedonia, che cominciò nel mwauu148 a.C. e rimase in vigore fino alla mwauyriforma tetrarchica di mwaucDiocleziano della fine del mwaugIII secolo.cite-ref-adam-v-l-ni135-16-0[16]
La città continuò a svilupparsi sotto la dominazione romana, grazie anche alla costruzione della mwau4via Egnatia, arteria stradale di fondamentale importanza per l'mwau8area balcanica, che collegava mwavamwaveDyrrachium sul mwavimare Adriatico con mwavmmwavqByzantium sul mwavumar Nero. Costruita tra il mwavy146 ed il mwavc120 a.C. su iniziativa del mwavgproconsole di mwavkMacedonia, mwavoGneo Egnazio, fu realizzata in parte sul precedente tracciato della "Via Reale" macedone e che passava appena ad ovest delle mura della città di mwavsTessalonica. Questa via non solo costituì un primo tratto di mwavwmwav0limes nei Balcani, ma contribuì allo sviluppo dei commerci in città, beneficiandone anche l'adiacente porto che si trovava così lungo l'asse principale che collegava il mwav4Danubio con l'mwav8Egeo. Qui si stabilì una comunità cosmopolita di mercanti, composta da ebrei, mwawaItalici e mwaweRomani, i cosiddetti mwawinegotiatores, che si fuse facilmente nella popolazione locale, ellenizzandosi, a giudicare dalla scarsità di iscrizioni latine.cite-ref-17[17]cite-ref-adam-v-l-ni136-18-0[18]
Quasi un secolo più tardi, fu coinvolta nella mwawwguerra civile tra mwaw0Gaio Giulio Cesare e mwaw4Gneo Pompeo Magno, diventando "quartier generale" di quest'ultimo negli anni mwaw849cite-ref-19[19] e mwaxq48 a.C.,cite-ref-20[20] prima della decisiva mwaxkbattaglia di Farsalo che lo vide sconfitto irrimediabilmente. Vinto Pompeo, la città di mwaxoTessalonica tributò onori divini al vittorioso Cesare, stabilendovi il suo culto: una moneta commemorativa coniata con la sua immagine ed una scritta, indicava la costruzione di un tempio a lui dedicato.cite-ref-adam-v-l-ni136-18-1[18]
Nel mwaya42 a.C., poco prima della mwayebattaglia di Filippi, mwayiMarco Giunio Bruto dopo aver distribuito un mwaymdonativo alle mwayqlegioni dallo stesso raccolte, dispose che avrebbe concesso loro, una volta vinta la battaglia decisiva contro mwayuMarco Antonio ed mwayyOttaviano, di saccheggiare le città di mwaycmwaygLacedemonia e mwaykTessalonica.cite-ref-21[21] La città fu dichiarata "libera", al termine della battaglia, per essersi schierata a favore di Ottaviano e Antonio, contro mway4Cassio e Bruto, avendo ora la possibilità di avere un suo mway8dèmos, una sua mwazabulè e magistrati propri (i politarchi). Tale privilegio le imponeva l'obbligo morale di un lealismo oltre ogni sospetto.
Archeologia di Tessalonica romano-repubblica
Parte di un mwazuimpianto termale databile al mwazyII-mwazcI secolo a.C. fu scoperto sotto il livello del mwazgmwazkforum, nella sua parte sud-est. Si tratterebbe del mwazolaconicum o mwazspyriaterion dell'impianto, vale a dire la parte del mwazwmwaz0calidarium. Questa zona era in origine sormontata da una cupola, distrutta durante la costruzione del successivo mwaz4forum costruito verso il mwaz878.cite-ref-adam-v-l-ni142-143-22-0[22] Esso faceva parte di un complesso più grande, associato ad una palestra (mwaaqgymnase), databile agli anni mwaau95-mwaay86 a.C., ed un primo stadio della città, che si è scoperto essere nelle immediate vicinanze di San Demetrio.cite-ref-23[23]
Periodo Alto imperiale (31 a.C.-284 d.C.)
Lo mwaa8status di città "libera" conferì a mwabaTessalonica due privilegi fondamentali: il ritiro della mwabeguarnigione romana e l'esenzione delle tasse da parte del mwabimwabmfiscus romano. Ciò non le impedì di continuare ad essere la sede dell'amministrazione provinciale della mwabqMacedonia, anche se legalmente la città era di fatto "al di fuori della provincia". Dal mwabu27 a.C. al mwaby15 d.C. e poi dopo il mwabc44 d.C. la Macedonia divenne mwabgprovincia senatoria, amministrata da un mwabkproconsole (o forse un mwabopropretore) che era ancora qui residente.cite-ref-24[24]
La città mantenne, nel corso dei secoli successivi, le istituzioni politiche ereditate dal periodo ellenistico. La magistratura suprema, il mwacapolitarques, vide semplicemente tale funzione essere trasformata in collegiale, prima suddivisa tra due magistrati durante il mwaceperiodo repubblicano, poi cinque sotto mwaciAugusto, ed infine sei nel mwacmII secolo.cite-ref-25[25] Inaspettatamente non fu mwacgTessalonica, bensì la più modesta mwackBeroea, ad ospitare la sede del mwacomwacskoinon macedone, vale a dire, la sede della federazione delle città macedoni, responsabile dell'organizzazione del culto imperiale.cite-ref-26[26] Ciò determinò un'intensa rivalità tra le due città, tanto che mwadaTessalonica voleva aspirare a ricevere il titolo di mwademetropoli di Macedonia, visto che Beroea si era meritata quella di sede del mwadikoinon. Fu così che sotto mwadmGordiano III mwadqTessalonica ottenne prima la possibilità di celebrare il culto di mwadumwadyAugusto con la costruzione di un tempio a lui dedicato, mentre sotto mwadcDecio, ottenne finalmente il titolo di mwadgmetropoli.
Fu già a partire dal mwaegI secolo, uno dei primi centri della cristianità. Nel suo secondo viaggio missionario, mwaekSan Paolo predicò nella mwaeosinagoga della città, la principale della Macedonia, gettando le fondamenta per una prima chiesa cristiana. L'opposizione nei suoi confronti da parte degli Ebrei lo costrinse a lasciare la città e a trovare rifugio a mwaesVeria.
Durante la mwae0crisi del III secolo, al principio del mwae4254, o sul finire del mwae8precedente, una nuova incursione di mwafaGoti devastò la regione di mwafeTessalonica: i mwafiGermani non riuscirono ad espugnare la città, che però, solo a stento e con molta fatica, fu liberata dalle armate romane del nuovo imperatore mwafmValeriano. Il panico fu così grande che gli abitanti dell'mwafqAcaia decisero di ricostruire le antiche mura di mwafuAtene e di molte altre città del mwafyPeloponneso.cite-ref-27[27] Una quindicina di anni più tardi, verso la fine del mwafs267 e gli inizi del mwafw268cite-ref-28[28] una mwagenuova ed immensa invasione da parte dei Goti, unitamente a mwagiPeucini, agli "ultimi arrivati" nella regione dell'attuale mwagmmar d'Azov, gli mwagqEruli, ed a numerosi altri popoli prese corpo dalla foce del fiume mwaguTyras (presso l'mwagyomonima città) e diede inizio alla più sorprendente invasione di questo terzo secolo, che sconvolse le coste e l'entroterra delle province romane di mwagcAsia Minore, mwaggTracia e mwagkAcaia affacciate sul mwagoPonto Eusino e sul mwagsMare Egeo.cite-ref-zosimo42-1-29-0[29]cite-ref-grant231232-30-0[30] Al principio del 268 le forze barbare, dopo aver portato devastazione per la fine dell'anno precedente, si divisero in almeno tre colonne,cite-ref-31[31] dove la prima si diresse verso ovest, assediando senza successo prima Cizico, poi saccheggiando le isole di mwahgImbro e mwahkLemno,cite-ref-watson40-32-0[32] occupando la futura città di mwah4Crisopoli (di fronte a Bisanzio), proseguendo fin sotto le mura di mwah8Cassandreia e poi di mwaiaTessalonica,cite-ref-33[33] e portando devastazione anche nell'entroterra della mwaiuprovincia di Macedonia.cite-ref-34[34]
Archeologia alto imperiale
Periodo Tardo imperiale (284-395 d.C.)
Tessalonica divenne mwanmresidenza imperiale con l'imperatore mwanqGalerio il quale cominciò a risiedervi, a partire dal mwanu299, prima come mwanymwancCesare poi come mwangmwankAugusto dal mwano308/mwans309cite-ref-humphrey630-35-0[35] fino ad almeno il mwaoa311 quando morì,cite-ref-36[36] nel pieno della mwaouguerra civile). Non a caso a partire da questi anni nella stessa città fu istituita una mwaoyzecca. E sempre in questo periodo mwaocTessalonica ottenne che mwaogDemetrio di Tessalonica, fosse beatificato nel mwaok306. Egli era stato mwaooproconsole in Grecia sotto l'imperatore mwaosMassimiano, martirizzato a mwaowmwao0Sirmium, l'odierna mwao4Sremska Mitrovica in mwao8Serbia. Le sue reliquie sono tuttora ospitate e venerate a mwapaTessalonica.
Pochi anni più tardi, mwapcTessalonica tornò ad essere residenza imperiale negli anni tra il mwapg317 ed il mwapk323cite-ref-e-horst-1987-pp-215-219-38-0[38] quando mwap4Licinio mwap8dovette cedere a mwaqaCostantino I l'mwaqeIllirico.cite-ref-zosimoii-20-1-39-0[39] In questo periodo Costantino potenziò le flotte sull'mwaqyAdriatico ed mwaqcEgeo, dove rafforzò i porti marittimi di mwaqgAquileia, mwaqkIl Pireo e mwaqoTessalonica (ex-capitale di mwaqsGalerio), con la costruzione di arsenali, cantieri navali, oltre a migliorare l'armamento delle mwaqwsquadre navali.cite-ref-e-horst-1987-pp-215-219-38-1[38] Nel mware323 i mwariGoti, che avevano deciso di attraversare l'mwarmIstro, tentarono di devastare i territori romani della mwarqMesia inferiore e della mwaruTracia.cite-ref-valesiani5-21-40-0[40] Costantino, informato di ciò, lasciò il suo "quartier generale" di mwaroTessalonicacite-ref-zosimoii-22-3-41-0[41] e marciò contro di loro, penetrando però nei territori all'altro mwar8mwasaaugusto, mwaseLicinio. Pur riuscendo a respingerli fin nei loro territori, una volta tornato a mwasiTessalonica,cite-ref-42[42] Costantino ricevette tutta una serie di proteste ufficiali da parte di Licinio, che si protrassero per alcuni mesi e che sfociarono nella fase finale della mwascguerra civile tra i due,cite-ref-43[43] al termine della quale, Licinio fu mandato in esilio proprio a mwaswTessalonica dove morì nel mwas0325.cite-ref-zosimoii-28-44-0[44]cite-ref-45[45]
Al tempo di mwatcTeodosio l'Impero divenne ufficialmente mwatgcristiano, con l'mwatkEditto di Tessalonica del 27 febbraio del mwato380, che proclamava religione ufficiale dello Stato romano la dottrina, di cui mwatsPapa Damaso I era il capo supremo, gettando così le basi per il futuro mondo cristiano-bizantino.cite-ref-46[46] Si dichiarava la credenza obbligatoria nella trinità di Padre, Figlio e Spirito Santo. E sempre questo stesso anno le mwauaarmate romane, sotto il comando di Teodosio, mwauefurono sconfitte nuovamente dopo il mwauidisastro di Adrianopoli da quelle dei mwaumGoti di mwauqFritigerno, nei mwauupressi della città. Teodosio si ritirò, quindi, in mwauyTessalonica lasciando il comando delle operazioni all'imperatore occidentale, mwaucGraziano. L'anno successivo, nel mwaug381, il mwaukConcilio ecumenico di Costantinopoli segnava il trionfo definitivo dell'ortodossia sull'mwauoarianesimo. L'arianesimo diveniva così fuori legge nell'Impero. Chi offriva un sacrificio, celebrava il culto ad un idolo o entrava in un tempio pagano, doveva essere denunciato. Successivamente veniva condannato a morte e le sue proprietà erano confiscate. Tutti i templi furono così distrutti e convertiti in chiese.cite-ref-47[47]
Pochi anni più tardi, nel mwava387, mwaveMagno Massimo pensando di deporre mwaviValentiniano II, attraversò le mwavmAlpi arrivando a minacciare mwavqmwavuAquileia.cite-ref-48[48] L'imperatore Valentiniano e la madre mwavoGiustina, colti da spavento, cercarono rifugio in Oriente, facendo tappa per mwavsTessalonica.cite-ref-49[49] La sorella di Valentiniano, mwawaGalla, andò in sposa a Teodosio I,cite-ref-50[50] e l'anno seguente quest'ultimo sconfisse mwawuMagno Massimo e restituì il trono d'Occidente al cognato, Valentiniano.cite-ref-51[51] Ancora una volta mwawoTessalonica era stata protagonista delle vicende del periodo, essendo stata utilizzata quale "quartier generale" delle truppe teodosiane.cite-ref-52[52]
Nel mwaxa390, dopo il linciaggio da parte della popolazione del suo generale e governatore della città mwaxeButerico, l'imperatore mwaxiTeodosio I fece trucidare nel mwaxmcirco tra i mwaxq7 000 ed i mwaxu15 000 cittadini. In seguito a questa decisione Teodosio I subì una scomunica temporanea e successivo perdono con mwaxypenitenza impostagli da mwaxcAmbrogio di mwaxgMilano.cite-ref-53[53] Con la definitiva divisione dell'Impero romano tra Occidente ed Oriente nel mwax0395, mwax4Tessalonica divenne la capitale della mwax8diocesi d'Illirico, dopo che dal mwaya379 era già divenuta sede della mwayeprefettura del pretorio dell'Illirico.cite-ref-54[54]
Archeologia di Tessalonica tardo imperiale
Qui a mwazcTessalonica fu eretto un mwazgarco trionfale mwazkin onore del mwazomwazsCesare per l'mwazwOriente, mwaz0Galerio poco dopo il mwaz4297 per celebrare la sua mwaz8vittoria contro il re persiano mwa0aNarsete. Su di esso sono raffigurate le gesta del mwa0eCesare nella lunga guerra condotta contro i mwa0iPersiani mwa0msasanidi dal mwa0q293 al mwa0u298. Vale la pena ricordare che sull'mwa0yarco di Galerio i mwa0ctetrarchi sono rappresentati in modo identico come metafora della concordia e della "fratellanza" tra i 4 governanti.
Il mwa0kmwa0ocircus fu invece costruito un decennio più tardi, a partire dal 308/309, completato da mwa0sCostantino I, attorno al mwa0w322.cite-ref-humphrey630-35-1[35] Era collegato alla vicina mwa1eresidenza imperiale, presso la quale mwa1iGalerio risiedette, iniziando la sua costruzione a partire dal mwa1m299,cite-ref-frova204-55-0[55] prima come mwa1gmwa1kCesare, poi come mwa1omwa1sAugusto (dal mwa1w308/mwa10309cite-ref-humphrey630-35-2[35]) fino al mwa2i311 quando qui morì. Il quartiere-mwa2mpalatium era posizionato ai margini della città, nella sua parte orientale presso le mura e collegato al circo, secondo l'uso mwa2qtetrarchico.cite-ref-frova204-55-1[55]
E sempre a questo periodo si deve la costruzione di una mwa2ozecca, presso la quale furono mwa2sbattute monete a partire dal mwa2w298/mwa20299,cite-ref-frova204-55-2[55] oltre ad un mwa3imausoleo, chiamato oggi mwa3mtomba di Galerio, sebbene quest'ultimo non vi fu mai seppellito, utilizzato più che altro come santuario del culto imperiale. Tale interpretazione si baserebbe su di un mwa3qmwa3ufollis coniato a mwa3yTessalonica, poco dopo la morte di Galerio (avvenuta il 5 maggio del mwa3c311), secondo il quale sul dritto appare il busto di mwa3gMassimiano, mentre sul rovescio un edificio circolare a cupola, con sopra un'mwa3kaquila e la scritta mwa3oMemoriae divi Maximiani, similmente ad alcune monete di mwa3sMassenzio a mwa3wRoma.cite-ref-ric-vi-48-37-1[37]
Questa rappresentazione potrebbe identificare proprio il mwa4imausoleo del culto imperiale, oggi chiesa di San Giorgio a mwa4qSalonicco.cite-ref-frova205-6-56-0[56]
Tessalonica bizantina
Quando l'Impero Romano venne diviso in una parte orientale ed una occidentale, governate rispettivamente da mwa-mCostantinopoli e mwa-qRoma, Tessalonica cadde sotto il controllo dell'mwa-uImpero romano d'Oriente. La sua importanza era seconda solo alla stessa Costantinopoli.
Dopo essere stato fidanzato alla figlia di mwa-cTeodosio II, mwa-gLicinia Eudossia, mwa-kValentiniano III fu inviato in Occidente con un forte esercito, al comando del mwa-omwa-smagister militum mwa-wArdaburio e di suo figlio mwa-0Aspare, e sotto la tutela della madre mwa-4Galla Placidia, che agiva da reggente per il figlio di cinque anni. Mentre era in viaggio, a mwa-8Tessalonica, fu nominato mwbaacesare da mwbaeElione,cite-ref-57[57] il 23 ottobre del mwbay424.
Nel mwbag451 uno dei vicariati papali era quello dei mwbakvescovi di Tessalonica, la cui giurisdizione si estendeva sull'mwbaoIlliria. Particolare dovere di questo vicariato era la protezione contro il crescente potere del mwbasPatriarca di Costantinopoli dei privilegi della Santa Sede sul distretto dell'Illiria Orientale che apparteneva all'mwbawImpero Romano d'Oriente. mwba0Papa Leone I concesse il vicariato ad Anastasio, vescovo di mwba4Tessalonica, come mwba8Papa Siricio lo aveva precedentemente concesso al vescovo Anisio. Il vicario doveva consacrare i metropoliti, convocare in sinodo i vescovi della Provincia dell'Illiria Orientale e sorvegliarli nell'amministrazione del loro ufficio; ma le questioni più importanti avrebbero dovuto essere sottoposte a Roma. Tuttavia, Anastasio dimwbba Tessalonica, usò la sua autorità in maniera tanto arbitraria e dispotica da essere severamente rimproverato da Leone, che gli inviò dettagliate direttive per l'esercizio del suo ufficio.
Ai tempi dell'Imperatore mwbbiGiustiniano I l'Illirico era frequentemente invaso e saccheggiato dalle tribù slave che premevano sul mwbbmlimes danubiano, ma fu solo con i regni di mwbbuTiberio II e mwbbyMaurizio che si ebbero i primi stabilimenti stabili di mwbbcSlavi al di qua del Danubio. mwbbgIntorno al 580, infatti, le province balcaniche dovettero subire l'invasione di Slavi e Avari che assediarono due volte mwbbkTessalonica (mwbbo584 e mwbbs586).cite-ref-58[58] L'Imperatore mwbcaMaurizio, una volta ottenuta la pace con l'mwbceImpero sasanide nel 591, tentò di riprendere il controllo delle regioni balcaniche, ma nonostante numerosi successi non riuscì a scacciare completamente gli Slavi e gli Avari oltre il Danubio. Durante mwbciqueste guerre contro gli Avari, la decisione imperiale di far svernare l'esercito oltre il Danubio causò la rivolta dei soldati che rovesciarono Maurizio e elessero a nuovo imperatore il soldato mwbcmFoca. Dopo la morte di Maurizio un'onda di tumulti (stragi, rapine e incendi) si propagò in tutto l'Impero, comprese le province balcaniche, e mwbcqTessalonica sarebbe stata risparmiata da tali tumulti solo per intercessione di mwbcuSan Demetrio.cite-ref-59[59]
Al tempo dell'imperatore bizantino mwbcsFocacite-ref-teofane6100-60-0[60], mwbdaPrisco, genero di Foca e mwbdeprefetto di mwbdiCostantinopoli, insoddisfatto del principe regnante, decise di prendere contatti con il potente mwbdmesarca di Cartagine mwbdqEraclio il Vecchio, che, appoggiato dal fratello mwbduGregorio, si unì alla congiura, tagliando i rifornimenti di grano che provenivano dall'mwbdyAfrica per la capitale. Il vecchio esarca affidò al figlio mwbdcEraclio (futuro imperatore bizantino) il comando della marina e a suo nipote mwbdgNiceta, figlio del fratello Gregorio, il comando dell'esercito terrestre.cite-ref-teofane6101-61-0[61] Fu così che in questa circostanza il giovane Eraclio fece rotta su Tessalonica nel mwbd0609, occupando alcune isole lungo il percorso e reclutando uomini e navi, e nell'estate del mwbd4610, con la sua marina si diresse verso Costantinopoli.
Durante i regni di Foca e Eraclio la situazione nei Balcani, già critica in precedenza, divenne ancora più grave con i Balcani finiti completamente in mano slava, a parte alcune città tra cui mwbeuTessalonica; quest'ultima città divenne il rifugio di Bizantini profughi «dalla Pannonia, dalla Dacia, dalla Dardania e dalle altre province», che sceglievano questa città come rifugio anche perché si credeva che la città fosse protetta dal suo patrono San Demetrio.cite-ref-man104-62-0[62] mwbeoTessalonica continuò ad essere la sede del mwbesprefetto del pretorio dell'Illirico il quale però cambiò nome in mwbewprefetto di Tessalonica in quanto la mwbe0prefettura ormai si estendeva solo sulla città di Tessalonica e dintorni. La nostra fonte principale sul periodo, i mwbe4mwbe8Miracula S. Demetrii, narrano che la città di Tessalonica fu assediata da Avari e Slavi in due differenti circostanze: mwbfanel 617 e nel mwbfe619,cite-ref-63[63] salvandosi, secondo almeno la versione dell'agiografia, per intercessione di San Demetrio, protettore della città. Nel 620 o nel 623, con una mwbfynuova crisi con i Sasanidi di mwbfcCosroe II, Eraclio riuscì a firmare la pace con il mwbfgkhaghan degli mwbfkAvari, in modo da non dover più combattere su due fronti, visto che i mwbfoBalcani subivano continue razzie da parte degli mwbfsAvari, ma, anche se il potere degli Avari declinò dopo il fallito assedio di Costantinopoli del 626, Tessalonica continuò ad essere minacciata dalle incursioni degli Slavi.
Il sogno di Costante II
Si racconta che nel 654, prima di uno scontro tra gli Arabi e l'Imperatore bizantino Costante II, quest'ultimo sognò se stesso a Tessalonica e chiese il significato di questo suo sogno a un interprete. Questo fu il suo responso:cite-ref-teofane6146-64-0[64] «O Imperatore, magari tu non ti fossi mai addormentato e non avessi mai fatto questo sogno! La tua presenza a Tessalonica suggerisce la frase θὲς ἄλλῳ νὶκην, che significa: “Si dia a qualcun altro la vittoria”. In altre parole, la vittoria arriderà al tuo nemico». I Romani persero nettamente la battaglia: 500 navi bizantine vennero distrutte e 20 000 Romani perirono, mentre l'Imperatore riuscì a salvarsi a stento.cite-ref-teofane6146-64-1[64]
Mentre era in corso l'mwbgyassedio arabo di Costantinopoli, nel 674-678, gli Slavi ne approfittarono per mwbgcminacciare Tessalonica: l'agiografia mwbggmwbgkMiracoli di San Demetrio narra infatti che l'Imperatore, avendo il prefetto di Tessalonica accusato Perbundo, re della tribù slava dei Rhynchinoi e residente proprio a Tessalonica, di tramare qualche intrigo a danni della città, fece arrestare Perbundo e lo fece portare nella capitale, dove tuttavia il prigioniero fu trattato con riguardo, con la promessa che sarebbe stato liberato una volta terminato l'assedio arabo;cite-ref-65[65] su consiglio del suo interprete, tuttavia, Perbundo tentò la fuga, mascherandosi da cittadino di Costantinopoli e cercando riparo nella tenuta dell'interprete, con l'intenzione di ritornare nel giro di pochi giorni tra il suo popolo;cite-ref-66[66] l'Imperatore, preoccupato, lo fece cercare e al contempo inviò alla città di Tessalonica l'avvertimento di tenersi pronta ad un eventuale assalto slavo;cite-ref-67[67] trovato infine Perbundo, Costantino IV punì dapprima coloro che lo avevano aiutato nel tentativo di fuga con l'esecuzione e, successivamente, avendo Perbundo confessato che tramava effettivamente qualcosa contro Tessalonica, fece giustiziare anche il mwbhyleader slavo.cite-ref-68[68] Ciò provocò l'ira degli Slavi che mwbhsassaltarono le mura di Tessalonica; finché l'assedio arabo durò, Costantinopoli non fu in grado di reagire, ma, terminato l'assedio, l'Imperatore poté lanciare una controffensiva nei Balcani che ottenne qualche vittoria sugli Slavi, liberando Tessalonica dall'assedio.cite-ref-69[69]
La sostanziale tranquillità lungo i confini orientali permise a mwbieGiustiniano II nel mwbii687 di rivolgersi ai mwbimBalcani, invasi dalle mwbiqtribù degli mwbiuSlavi: trasferì la mwbiycavalleria dall'mwbicAnatolia alla mwbigTracia e tra il mwbik688 e il mwbio689 sconfisse i mwbisBulgari in mwbiwMacedonia, percorrendo la mwbi0via Ignazia da Costantinopoli a mwbi4Tessalonica, la seconda città dell'impero in mwbi8Europa. Gli sconfitti Slavi vennero deportati in mwbjaAnatolia, dove andarono a costituire una forza militare di mwbje30 000 uomini. Probabile conseguenza di questa spedizione fu la creazione del mwbjimwbjmthema degli mwbjqElledici, creato poco prima il 695; a quell'epoca il thema degli Elledici non era ancora una circoscrizione territoriale, ma l'esercito locale reclutato dalle zone di Tessalonica e della Tessaglia.cite-ref-70[70] Solo in seguito la parola "thema" assunse il significato di provincia in cui il "thema" inteso come esercito era stanziato. Tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del IX secolo il controllo bizantino nella Grecia fu ristabilito con la sottomissione graduale degli Slavi, e prima dell'836 mwbjkTessalonica divenne un thema.cite-ref-71[71]
Al tempo dell'Imperatore mwbkqLeone VI, mwbkuTessalonica fu assediata nel mwbkc904, da un certo mwbkgLeone di Tripoli, un disertore di origine greca passato dalla parte araba. I dettagli dell'assedio sono forniti da Giovanni Cameniate il quale riporta che gli abitanti videro i corsari arabi arrivare in vista della città domenica 29 luglio 904. Dopo un assedio di tre giorni i corsari arabi riuscirono a espugnare e mwbkosaccheggiare la città; dopo il saccheggio i corsari arabi abbandonarono la città portando con sé molti abitanti tessalonicesi che erano stati catturati e che vennero venduti come schiavi.
Tessalonica subì poi, verso la fine del X secolo, gli assalti dell'ambizioso zar bulgaro mwbkwSamuele, intenzionato a impossessarsi di mwbk0Durazzo e Tessalonica per assicurarsi il controllo strategico della mwbk4Via Ignatia, ma, nonostante diversi assalti, la città resistette. mwbk8Basilio II diresse da Tessalonica le operazioni militari contro i Bulgari di Samuele, che riuscì ad annientare e annettere all'Impero.
Nel 1081 Tessalonica fu minacciata dai mwbleNormanni, che dopo aver mwblisottratto a Bisanzio il possesso dell'Italia meridionale (1071), invasero la Grecia minacciando apertamente Tessalonica. Dopo un breve mwblmassedio Durazzo, la fortezza che difendeva l'ingresso alla mwblqvia Egnatia che conduceva a Tessalonica, cadde in mano normanna, aprendo all'invasore la via per Tessalonica. Preoccupato della minaccia normanna, l'Imperatore mwbluAlessio I chiese aiuti militari a mwblyVenezia in cambio della concessione di importanti privilegi commerciali; l'intervento della flotta veneziana per tagliare le linee di rifornimento dei Normanni e alcuni importanti successi campali bizantini, spinsero infine i Normanni al ritiro nel 1085.cite-ref-72[72]
Un ulteriore attacco normanno avvenne nel 1185, e questa volta (il 24 agosto) Tessalonica mwblwcadde: i suoi abitanti greci vennero trucidati dai Normanni, come rappresaglia per l'eccidio dei Latini a Costantinopoli ordinato tre anni prima dall'imperatore mwbl0Andronico I Comneno.cite-ref-73[73]cite-ref-74[74] Costantinopoli era ormai apertamente minacciata e gli abitanti, attribuendo la grave crisi all'Imperatore, trucidò Andronico (settembre 1185). L'esercito normanno fu però decimato da epidemie, e il generale mwbmyAlessio Brana inflisse due sconfitte decisive ai Normanni, costringendoli ad evacuare Tessalonica e ad evacuare la Grecia.cite-ref-75[75] Il nuovo Imperatore, mwbmsIsacco I Angelo non riuscì ad arrestare la disgregazione dell'Impero: i Bulgari riconquistarono l'indipendenza, Cipro si rivoltò e secessionò dall'Impero, e tutti questi insuccessi non furono che il preludio della mwbmwconquista crociata di Costantinopoli del 1204, con cui l'Impero bizantino cadde una prima volta, prima di essere restaurato nel 1261.
Dopo la prima caduta dell'Impero bizantino come conseguenza della mwbm4Quarta crociata del 1204 (al suo posto fu costituito l'mwbm8Impero latino), Tessalonica fu assegnata a mwbnaBonifacio I del Monferrato, che ottenne il titolo di mwbnere di Tessalonica.cite-ref-76[76] Dopo aver resistito con successo all'assedio dei Bulgari di mwbnyKalojan nel 1205, il mwbncregno di Tessalonica subì un graduale indebolimento interno, e di ciò ne approfittò il mwbngdespota di Epiro mwbnkTeodoro Angelo Ducas che, dopo un lungo assedio, espugnò Tessalonica nel 1224 rendendola la sua capitale.cite-ref-77[77] Teodoro Angelo, ambendo a riconquistare Costantinopoli e ricostituire l'antico Impero bizantino, assunse la porpora e i titoli di mwbn4mwbn8basileus e mwboamwboeautokrator dei mwboiRomei, contrapponendosi così all'mwbomImpero di Nicea. Durante la lotta tra i due stati eredi principali di Bisanzio, Nicea ed Epiro, Teodoro Angelo tentò di conquistare Costantinopoli e durante la lotta attaccò i Bulgari ma, sconfitto nel 1230, fu catturato e accecato.cite-ref-78[78] Suo fratello mwbogManuele riuscì a conservare Tessalonica, Tessaglia e Epiro, ma le più recenti conquiste di Teodoro andarono perse a vantaggio dei Bulgari.cite-ref-79[79] Nel 1242 l'Imperatore di Nicea mwbo0Giovanni III Vatatze attaccò Tessalonica, ma fu spinto al ritiro da un improvviso attacco mongolo; comunque la campagna ebbe effetti positivi per Nicea perché il sovrano di Tessalonica rinunciava al titolo di mwbo4basileus riconoscendo la sovranità del mwbo8basileus di Nicea, ricevendo in cambio il titolo di mwbpamwbpedespota.cite-ref-80[80] Quattro anni dopo, nel 1246, lo stesso sovrano attaccò di nuovo a Tessalonica, espugnandola a dicembre e deponendo l'ultimo sovrano di Tessalonica, mwbpyDemetrio figlio di Teodoro (1244-1246).cite-ref-81[81] Tessalonica divenne la sede del vicario dei possedimenti europei dell'Impero di Nicea, che nel 1261 mwbpsriconquistò Costantinopoli restaurando l'Impero bizantino sotto la Dinastia dei mwbpwPaleologi.
Nella primavera del 1308 la città venne cinta d'assedio dalla mwbp4Compagnia Catalana, dapprima assoldata dall'Imperatore per combattere gli mwbp8Ottomani in Turchia, ma che rivoltandosi aveva finito per creare non pochi danni all'Impero. Nel 1334 e nel 1341 i Serbi, che si stavano espandendo in Grecia ai danni di Bisanzio, assediarono Tessalonica, ma senza esito. Poco tempo dopo, nel 1342, nel mwbqacorso di una guerra civile, la città finì in mano degli mwbqeZeloti, un forte partito interno nella città, che costrinsero alla fuga il governatore della città, mwbqiTeodoro Sinadeno; poiché però i Zeloti erano avversari del ribelle mwbqmCantacuzeno, riconobbero come legittimo l'Imperatore mwbqqGiovanni V Paleologo, e l'amministrazione della città venne affidata non solo dal capo dei Zeloti, ma anche da un governatore rappresentante dell'Imperatore; comunque era il capo dei Zeloti a detenere il reale potere, cosicché per sette anni Tessalonica si rese mwbqude facto indipendente dall'Impero, reggendosi con leggi proprie.cite-ref-82[82] Cantacuzeno cercò prima l'alleanza con la mwbqoSerbia, che però poi l'abbandonò schierandosi dalla parte dell'Imperatore legittimo, poi dei Turchi, ma nemmeno quest'ultima alleanza gli permise di espugnare Tessalonica, a cui dovette per il momento rinunciare, rinunciando a buona parte della Grecia a favore del re serbo mwbqsDusan.cite-ref-83[83] Con il sostegno dei Turchi, a cui però permise di saccheggiare il territorio imperiale e a fare concessioni, Cantacuzeno conquistò gran parte della Tracia, minacciando Costantinopoli: la reazione conseguente all'avanzata del nemico interno provocò l'assassinio del più grande rivale di Cantacuzeno, il mwbramwbremegas dux mwbriAlessio Apocauco, assalito e assassinato dai prigionieri mentre visitava le prigioni del palazzo imperiale (11 giugno 1345). Questo avvenimento provocò degli effetti anche a Tessalonica, dove si formò una crescente opposizione al governo dei Zeloti: il mwbrmmegas primicerius Giovanni Apocauco, figlio di Alessio, fece assassinare il capo dei Zeloti e assunse il controllo della città, riconoscendo come Imperatore il ribelle Cantacuzeno. Il governo di Giovanni Apocauco non durò però a lungo, perché ben presto si scatenò la reazione dei Zeloti, che, condotti da Andrea Paleologo, insorsero, catturarono e uccisero Giovanni, insieme a un centinaio di seguaci, che vennero gettati dalle mwbrumura della città e sbranati dagli Zeloti sotto le mura; i ceti più abbienti furono condotti come schiavi con la corda al collo per le vie della città, trascinati per la strada dai loro antichi schiavi.cite-ref-84[84] Il dominio dei Zeloti non durò però ancora a lungo: il 13 maggio del 1347 Cantacuzeno, vinta la guerra civile, fu incoronato imperatore e gli Zeloti, non riconoscendolo come Imperatore, preferivano piuttosto cedere la città al re serbo Stefano Dusan piuttosto che riconoscere l'autorità di Cantacuzeno. Prima che le trattative potessero andare in porto, nel 1350 Tessalonica fu recuperata da Cantacuzeno.
Fu poi assediata dagli Ottomani nel 1383 e cadde in loro mani nel 1387. Fu poi recuperata da Bisanzio, ma ricadde in mani turche il 12 aprile 1394. Il sovrano ottomano mwbrsBayazid costrinse l'Impero, che ormai si estendeva solo su Costantinopoli e il suo entroterra, alcune isole dell'Egeo e una parte del Peloponneso, al vassallaggio e sembrava prossima la conquista di Costantinopoli stessa. I Mongoli di mwbrwTamerlano inflissero però ai Turchi una mwbr0grave sconfitta nel 1402, e a causa della breve crisi nell'Impero ottomano a causa della grave sconfitta, i Bizantini poterono riguadagnare il possesso di Tessalonica nello stesso anno. Nel 1423, tuttavia, essendo non più capaci di difenderla dagli Ottomani, il despota di Tessalonica mwbr4Andronico Paleologo, figlio dell'imperatore mwbr8Manuele II Paleologo consegnò Tessalonica alla mwbsaRepubblica di Venezia. Nemmeno i Veneziani furono però in grado di difendere Tessalonica dai Turchi, e pochi anni dopo, dopo un mwbsebreve assedio, il 29 marzo 1430 il sultano ottomano mwbsiMurad II espugnava Tessalonica.
Archeologia del periodo bizantino
Intorno al mwbsc450 vennero costruite le mwbsgmura di Tessalonica, lunghe mwbsk1 750 metri da est a ovest e mwbso2 100 metri da nord e sud.cite-ref-man104-62-1[62] Le fortificazioni di Tessalonica possono essere suddivise in due sezioni: le mura cittadine, e la cittadella. Le mura della città inferiore sono rettangolari; la parte delle mura contigua al mare (al sud) è scomparsa, fatta eccezione per la cosiddetta mwbs8Torre Bianca, costruita dai Veneziani. La cittadella occupa la porzione nord-orientale della città, posta su un'altura. Tessalonica preserva molti monumenti di età bizantina, come la sezione settentrionale delle mura. È stata scoperta nel centro della città una grossa costruzione identificata come bizantina, mentre nella porzione settentrionale è stato identificato un bagno bizantino. Tra le Chiese bizantine di Tessalonica si ricordano: le chiese di Santa Caterina (tardo XIII secolo), del profeta Elia, San Panteleemone e dei Tassiarchi (XIV secolo), note per l'architettura caratteristica; ma anche le Chiese di Acheiropoietos, di mwbtaSan Demetrio, di mwbteSan Giorgio, di mwbtiHagia Sofia, dei mwbtmSanti Apostoli, di Hosios David, di mwbtqSan Nicola Orfano, e di Panagia Ton Chalkeon.
All'inizio del mwbuyX secolo la città era attraversata da una strada pubblica che faceva sì che molti viandanti si fermassero nella città per commerciare nell'agorà merci di vario tipo, dai metalli preziosi ai tessuti di lana.cite-ref-85[85] Tra i vari luoghi di culto spiccavano il santuario della divina onnicreatrice sapienza del Verbo superstanziale, il tempio dell'immacolata Vergine e quello di San Demetrio.cite-ref-86[86] L'acropoli, chiamata mwbu8sobborgo di San Davide, sovrastava Tessalonica e vi abitava una comunità di monaci.cite-ref-87[87]
In occasione della festa di San Demetrio si teneva una grande fiera, che attirava mercanti da tutto il Mediterraneo:
«La festa di Demetrio è come le Panatenee per gli ateniesi e le Panioniche per i Milesi: è la più grande delle
panegyris
[festa, fiera] per i Macedoni. Vi accorre non solo la gente del luogo, ma d'ogni parte e d'ogni razza, Greci di ogni regione, Misi fino all'Istro ed alla Scizia, Campani, Italici, Iberi [Spagnoli], Lusitani, Celti d'oltrealpe. Per dirla in breve, le spiagge dell'Oceano mandano al martire supplici e spettatori: tale è in Europa la fama di lui... Vi sono cose d'ogni genere, in fatto di tessuti e d'orditi, da uomo e da donna, e di tutto ciò che dalla Beozia, dal Peloponneso, dall'Italia navi mercantili portano alla Grecia... Anche la Fenicia porta molte cose, e l'Egitto, la Spagna e le Colonne d'Ercole, tessendo le più belle suppellettili...»
(Timarione, in La satira bizantina nei secoli XI-XV, pp. 117 e pp. 119.)
A Tessalonica vi era una mwbvgzecca imperiale.
Note
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cite-note-22. ↑ mwbwsAppiano di Alessandria, mwbwwGuerra civile, IV, 18.
cite-note-33. ↑ D.Papkonstantinou-Diamantourou, mwbxaΧώρα Θεσσαλονίκης. μία προσπάθεια οριοθέτησης, Mélanges Lazaridis, Salonicco, 1990, p. 99-107.
cite-note-44. ↑ P. Adam-Véléni, mwbxqΜελέτες γιά τήν αρχαία Θεσσαλονίκη, Salonicco, 1985, p. 126-127 .
cite-note-99. ↑ M.Hatzopoulos, mwby8Macedonian Institutions Under the Kings, Meletimata, vol. 22, 1996, pp.231-260.
cite-note-1111. ↑ mwbzkStrabone, mwbzomwbzsGeografia, VIII, 323; mwbzwLivio, mwbz0mwbz4Ab Urbe condita libri, XLV, 30.4; mwbz8Antipatro di Sidone, mwbaaAnthologie Palatine, IX, 428.
cite-note-adam-v-l-ni237-251-1212. ↑ P. Adam-Véléni, mwbayΜελέτες γιά τήν αρχαία Θεσσαλονίκη, Salonicco, 1985, pp. 237-251.
cite-note-adam-v-l-ni132-1313. ↑ P. Adam-Véléni, mwbaoΜελέτες γιά τήν αρχαία Θεσσαλονίκη, Salonicco, 1985, p. 132.
cite-note-adam-v-l-ni135-1616. ↑ P.Adam-Véléni, mwbboΜελέτες γιά τήν αρχαία Θεσσαλονίκη, Salonicco, 1985, p. 135.
cite-note-1717. ↑ mwbb4Inscriptiones Graecae, X, 2, 1, 32-33.
cite-note-adam-v-l-ni136-1818. ↑ P.Adam-Véléni, mwbcqΜελέτες γιά τήν αρχαία Θεσσαλονίκη, Salonicco, 1985, p. 136.
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Voci correlate
• mwb4oZecca di Tessalonica
• mwb4wCirco romano di Tessalonica
• mwb44Salonicco
• mwb5aAndrea di Tessalonica
• mwb5iTommaso Magistro
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